Ludovico's profileLa Capanna di iShAtBuLPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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April 13 Realtà...Affrontare il mondo... che paura... paura che tutto si spenga... e nel buio restare soli.
Forse è questo che spaventa: la solitudine. Leopardi è morto nella speranza che gli uomini trovassero quella salvifica stretta fraterna che questi dovrebbero fare seduti attorno ad un tavolo rotondo, gli uni con gli altri per sopportare gli insulti e le frecciate della vita. E invece no. Gli dei hanno posto noi le affinità elettive. Quell'elemento che fa sì che prima o poi ci sia un escluso dalla tavolata, semplicemente perchè non affine a nessuno dei commensali. E' proprio nella ricerca sostanziale che l'io dell'uomo si disperde nel caotico frantumarsi della conseguenza, affranto dalla propria immagine riflessa mille volte diversa su se stessa, nella soggettività oggettiva che tutti chiamano realtà. Gli dei hanno voluto che esistesse il fortunato e lo sventurato, il ricco ed il povero, e noi, e quà mi includo io, nonostante i miei continui contatti con l'esteno, non possiamo fare altro che soggiacere a tali regole in una vana ricerca della forma. Noi dovremmo invece unirci per superare le differenze, le brutture, le estesi, e formare così una unica forza contro gli dei bastardi e malvagi che hanno imposto per un loro balzano e maledetto capriccio che esitesse la diversità anticaptiva. A noi non resta altro che armarci e attenderli nel giorno del giudizio, per scontrarci con loro e liberare l'essenza dalla loro presenza. Solo senza dei o morale o concezione l'uomo sarà libero dai bisogni immerso in un profondo viaggio verso l'ego che lo porterà, mano a mano che lui annichilirà se stesso, sempre più in alto, fino a superare gli dei. Più l'uomo scende verso il basso, più tocca l'alto con facilità. Ce lo insegna Seneca, o Baudeleire... a me lo insegnano le vite.
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